PROVA SUPERATA…

PROVA SUPERATA…

Intanto buona domenica a tutti!

Come vedete dopo dieci giorni sono tornato. Mi dispiace per qualcuno che magari stava già brindando. La verità è che sono molto stanco e avevo solo voglia di prendere un lungo respiro prima di rientrare nella mischia, in ogni caso direi…prova superata.

Il bello che non è la sola.  Giovedì infatti ho terminato un…lungo percorso.  Alle ore 20:15 ho potuto emettere un urlo che forse qualcuno ha sentito a migliaia di chilometri di distanza.   Devo dire che ero un po’ preoccupato per aver estratto un tema “allucinante” per la materia che insegno e per l’età dei miei alunni. “Economia e Lavoro: il lavoro autonomo.”

Non potevo crederci, quasi la stessa traccia estratta due giorni prima dal mio carissimo amico Massimo Angelici.   Solo la sera prima ci avevamo scherzato su dopo che Massimo aveva superato l’ostacolo.   Sembrava quasi una congettura.   Malgrado tutto questo e l’inglese, la valutazione finale non è stata poi così male: 32/40.   Io stesso mi sarei dato un voto più basso.  Per fortuna che non ero in commissione…

Dopo l’urlo non ho potuto che pensare alla persona che ha scritto questo Transitorio. Lei ha passato un anno difficile, seri problemi di salute a cui si è aggiunto un investimento da parte di un auto. Le ho scritto subito sull’onda della gratitudine, anche se il risultato ottenuto ha riguardato non solo lei ma tanti altri attori.    Mi ha subito risposto, dimostrandosi felice per me e per tutti gli altri colleghi precari impegnati nel transitorio che, pian piano, recupereranno una stabilità negata loro per troppi lunghi anni.

Devo dire che ho letto nelle sue parole molta amarezza per quello che lei stessa ha definito: “la cancellazione del dlgs 59/17”.    Non tanto o non solo per la cancellazione del decreto in se, quanto per il fatto che non ha visto proteste o indignazione da parte degli interessati.        Evidentemente il lavoro svolto e condiviso con tanti docenti e che ha determinato l’approvazione all’unanimità in Commissione sarà stato per tutti noi: “un’allucinazione”.          Se così fosse allora è perfino giusto cancellare tutto, ritornando al passato.

Le ho accennato delle polemiche e delle solite differenziazioni fra docenti e gruppi, che continuano a dividerci sempre di più e che probabilmente peseranno nei futuri rapporti a scuola. Per contro una divisione scelta e spesso fomentata a tavolino  dalla stessa politica solo per giustificare i propri errori o compromessi nelle scelte fatte.

Ed ecco spiegato uno dei motivi, insieme a tante altre ragioni, che mi hanno indotto a staccare la spina per 10 giorni. Inutili e futili polemiche, per non parlare delle continue lamentele per uno strumento legislativo che, nel bene o nel male, ci garantirà l’entrata in ruolo in pochi anni. L’ultima ha riguardato la richiesta di diffidare gli USR per non aver pubblicato le GMRe  entro il 31 dicembre 2018, come se dipendesse da loro e non dai colleghi che non hanno dato la disponibilità nelle commissioni. Onestamente se ho dovuto aspettare 15 anni, non vedo perché dovrei rischiare di far saltare tutto per un misero “annetto di aspettativa”. Non si può accettare tutto questo, soprattutto se viene da chi magari utilizzerà il decreto tanto vituperato per entrare in ruolo.     Quindi diciamo che mi sono concesso dieci giorni di distacco per evitare di fare veleno, tenendo a freno le ovvie risposte acide che avrei dato. Sarà forse per l’aria natalizia che già si respira ed essere più buoni è quasi un obbligo o sarà perché ne ho viste troppe, o magari solo per potermi concentrarmi in modo più serio sulla prova orale, ma questa pausa mi ha fatto veramente bene.

Vediamo ora cosa è successo in questi 10 giorni di assenza.

Direi due novità, di cui una rilevante. E’ stato infatti pubblicato ieri sul sito del MIUR, il Bando di Concorso di tanti colleghi di Primaria e Infanzia.

GU 89 del 9-11-2018_Bando di Concorso Infanzia e Primaria

Tutto come previsto nella bozza che avevamo inserito come file nel gruppo. Aggiungo copia della G.U. nela sezione file ricordando agli interessati che le Domande si potranno compilare IstanzeOnLine dal 12 novembre al 12 dicembre 2018 ore 23:59.  Questo è un documento che ho realizzato per visualizzare le pagine che dovrete compilare, magari con calma metterò anche una piccola guida.       Concorso Infanzia e Primaria – Schermate su IOL

Per i commenti e le considerazioni preferisco aspettare qualche giorno…

La seconda novità di questi giorni, forse meno rilevante come fatto concreto, ma più pertinente per le sue connotazioni politiche, riguarda la presa di posizione del Ministro Bussetti il quale, calando definitivamente la maschera, ha detto in maniera semplice e chiara che si “torna al passato”.

Personalmente non mi aspettavo molto di più, avendolo previsto già a giugno. Cosa aspettarsi infatti di nuovo o di sorprendente dalla nomina di un provveditore, per giunta di Milano, con l’unico merito di essere amico di Giorgetti e avere tante amicizie comuni “sospette” come: Aprea, Gelmini e Centemero.

 Quello che onestamente non avevo previsto (ma temuto visti gli avvicendamenti), è la calata di braghe del M5S, vista la mancata presa di posizione dei nuovi responsabili scuola del Movimento, che assumo sempre più le sembianze di vecchie conoscenze passate del PD: Malpezzi e Puglisi in primis.

Peccato davvero!

 Non so cosa ne pensino i vecchi interlocutori del Movimento con cui avevamo collaborato quando si lottava insieme contro la 107 e il concorso 2016. Parlo in particolare della Senatrice Montevecchi, i Senatori Fico e Morra, ma soprattutto sento assordante il silenzio di Silvia Chimienti, Enza Blundo e Giovanni Di Battista che, pur essendo fuori dalle aule parlamentari, hanno tutti i contatti per far sentire forte la loro voce. Mi sorge un dubbio: ma il Sotto Segretario Giuliano è sempre al suo posto? Non so cosa pensare e soprattutto temo che questo silenzio rischi di essere o sembrare quasi compiacente. Spero sinceramente di sbagliarmi e aspetto con pazienza prese di posizioni che fermino quello che a molti appare come “il passo del gambero” o “un ritorno al passato” senza se e senza ma.

 Inoltre, come abbiamo sempre sostenuto, smontare a pezzi la 107/15, senza una nuova vera riforma complessiva della Scuola, un nuovo testo unico, si rischia di far più danno che risolvere questioni e problemi. Non vorrei che come il dott. Frankenstein, malgrado i buoni propositi, alla fine venga generato un mostro. Staremo a vedere! Intanto però nell’aria sento già quello strano odore, quasi un “puzzo”, di un potere forte alla riconquista di spazi perduti, parlo della lobby universitaria che vuole ritornare a mettere le mani sulle cattedre e, con la scusa del merito e dei concorsi, ci faccia ripiombare nel baratro.

 C’è però una cosa che proprio non riesco a mandar giù.

Parlo della decisione di eliminare il concorso “Riservato” per i docenti con 36 mesi.  Certo c’è qualcuno che, come già accaduto con il transitorio, se l’è cercata.  Ma le colpe di pochi non possono ricadere su tutti.

La scelta di eliminare il concorso Riservato credo sia la vera tegola caduta dall’alto che farà molto male, perché il Riservato avrebbe garantito dopo il superamento di uno scritto e un orale, anche se con voto minimo, l’inserimento in una Graduatoria di Merito Regionale, praticamente ad esaurimento, per tutti i colleghi con servizio ma senza abilitazione. Fra l’altro questa legge non era da fare ma già scritta in Gazzetta Ufficiale e in vigore dal 31 di maggio 2017. Invece si ritorna al un concorso classico con l’unica garanzia di un MISERO 10% di posti riservati.  Peccato che i concorsi ci saranno ogni due anni, quindi i colleghi si ritroveranno loro malgrado a dover rifare la selezione dopo due anni.

Tutto questo per poter gridare a gran voce lo slogan osannato dalla Giannini: “largo ai giovani in cattedra”.

 Possibile che non ci sia mai qualcuno che “sappia far di conto” in Viale Trastevere?

Sbaglio o nella Legge di Bilancio si parla di abolire la Fornero oltre al fatto che già quest’anno scadrà il blocco da lei operato?

Come farete a tamponare l’uscita di circa 100.000 docenti previsti quest’anno?

Spero non starete pensando ad un nuovo artificio, ad un’ulteriore stortura antidemocratica, del tipo: la legge si applica solo ai contratti privati?

Siamo già avvezzi a tali assurdità, come l’obbligo per le scuole private e paritarie di assumere dopo 36 mesi di servizio i docenti, mentre il MIUR persevera con i contratti di precariato anche dopo 10 o anche 20 anni di reiterazioni.  

Vi chiedo: dove sono finite le belle parole sentite ai vari tavoli, dibattiti e convegni e soprattutto perché non aprite bocca e accettate tutto quello che vi viene proposto?   La situazione inizia a essere veramente problematica.  

Spero che qualcuno tiri fuori un “Grillo” dal cappello perché altrimenti si andrà a sbattere malamente, facendosi molto male.

ABBIAMO SCHERZATO…

ABBIAMO SCHERZATO…

Girano voci e si leggono un sacco di inesattezze.
Purtroppo è la normalità, bisogna farci l’abitudine.
Resta però lo sconforto di ritrovarsi come al gioco dell’oca al punto di partenza una volta intravisto il traguardo.
“C’est la vie!”
___________

Faccio subito una premessa a scanso di equivoci. Non vorrei che a qualcuno gli partisse l’embolo.
Il transitorio per gli abilitati resta in “cassaforte”, compreso il terzo anno FIT, sia per chi ha già iniziato che per le future GMRe. Qui parliamo degli altri due concorsi previsti dal D.Lgs 59/17, cioé quello per i colleghi con servizio ma senza abilitazione e i laureati con 24 CFU.
__________

Detto questo cerco di fare il punto, anche se personale.
Se volessi commentare con un titolo direi:
“Abbiamo scherzato!”
oppure
“Venghino signori venghino, altro giro altra corsa…”

Resta il dubbio di aver sprecato tanto tempo in un lavoro…inutile. A sentire le voci che circolano, pare che da domani per avere un posto in cattedra sarà sufficiente superare un tradizionale concorso pubblico.

Basta titoli, abilitazioni e specializzazioni, apprendistati e tirocini triennali. Il Governo in carica sta pensando ad una “scorciatoia” per avere tutto e subito.
Intanto spero che qualcuno prima o poi spieghi a questi signori che il FIT è composto oggi di due anni di formazione e non tre, uno per l’abilitazione e l’altro per tirocinio a scuola.
Il terzo anno corrisponde, né più né meno, all’anno di prova della precedente modalità di reclutamento.
Perché a riempirsi la bocca di chiacchiere siamo buoni tutti, un po’ meno magari a leggere le leggi e fare due più due.

Vado ripetendo da diversi mesi che il Dlgs 59/17 prevede già, come probabilmente sarà in futuro, il superamento iniziale di un concorso, proprio per evitare l’accumularsi di servizio di aspiranti docenti, sfruttati con anni di precariato, senza la possibilità di stabilizzarsi a causa dell’articolo 97 della Costituzione (paradossalmente invece questo diventa un obbligo per le scuole paritarie e private, siamo o non siamo l’Italia).  Una volta superato il Concorso si accede alla formazione vera e propria, che prevede un primo anno teorico all’Università per l’abilitarsi, così come era stato per SiSS, TFA e PAS, con la differenza che in questo caso sarà il MEF a pagare (circa 600 euro mensili). Una volta terminato e superato il primo anno si ha la possibilità di accedere ad un anno di formazione attiva, un vero e proprio apprendistato, pagato dal MIUR con una cifra di circa 1000 euro mensili.

Si arriva così finalmente, dopo aver superato questa prima fase di Formazione-Apprendistato, all’accesso ad un incarico di supplenza annuale, in sostituzione del così detto “Anno di Prova” (3 Anno di FIT). Detto con i numeri  diciamo un 2+1 per la conferma in ruolo. Al posto del legislatore avrei quindi operato una semplificazione semplice semplice, accorpare i primi due anni in un solo anno: Abilitazione + Tirocinio,  così come accadeva con la SISS o il  TFA. Quindi firmare per l’Anno di Prova. Insomma un modulo  1+1.
In questo modo sarebbero state garantite due esigenze:   abbreviare il percorso di reclutamento e allo stesso tempo di seguire il percorso d’inserimento nella scuola in modo più graduale.

Perché una cosa è superare delle prove fredde e teoriche, un’altra è ritrovarsi in classe a dover gestire da soli le complessità della professione, per non parlare delle responsabilità civili e penali che la stessa comporta.

Mi dispiace constatare che si sia scelta la strada più assurda e cioè il ritorno al passato, all’ultimo concorso aperto a tutti, quello del ’99.

Unico requisito di ammissione la Laurea e, forse ma non è ancora chiaro, il conseguimento dei 24 CFU all’Università, su alcuni esami pedagogici propedeutici all’insegnamento.

Per quanto riguarda poi le prove, niente più preselettiva (questo è un bene), ma le classiche due prove scritte e una prova orale, quest’ultima sul modello già testato nei concorsi 2016 e 2018, cioè la lezione su un argomento estratto 24 ore prima, compresa la valutazione sulla conoscenza della lingua straniera comunitaria (livello B2) e sulle conoscenze informatiche.
Per il Sostegno e gli ITP ci sarà un concorso a parte come già avvenuto nel 2016 e 2018. Per le graduatorie di merito regionali,  probabilmente si daranno 40 punti (media due scritti) + 40 punti (prova orale) e 20 punti per i titoli. Immaginiamo sia escluso il servizio, così come accadeva prima del 2016.

Un’altra novità importante sarà la regionalizzazione dei concorsi che si svolgeranno solo nelle regioni e nelle CdC dove saranno disponibili i posti. Si prevede inoltre una stretta sulla mobilità prevedendo un blocco, cioè un vincolo di 4 anni dopo il superamento dell’anno di prova (in realtà sono cinque se comprendiamo lo stesso).

Vorrei che fosse chiaro che le mie sono solo supposizioni legate alla logica delle cose, ma anche alla conoscenza personale dei politici che stanno operando queste modifiche. Non ho veline o altro su cui lavorare. Ho sempre preferito lavorare così, su testi e dati. Evito di leggere “fesserie” o “patrocini” sui social, anche se vi partecipo attivamente ma solo per spiegare o motivare talune scelte. Preferisco lavorare così. Magari se proprio devo fare una critica, direi che avremmo tutti gradito un dibattito, un tavolo di lavoro, ma anche delle bozze serie su cui ragionare insieme, discutendo realmente e seriamente di questi problemi, un po’ perché li conosciamo dal di dentro e un po’ perché siamo stati artefici, insieme a tanti altri, di modifiche e miglioramenti dei vecchi Decreti Legislativi che ora si intende cancellare.

Resteremo comunque vigili e pronti a segnalare ed eventualmente contestare errori o inesattezze che possano minare la scuola nelle sue fondamenta, così come abbiamo già fatto nel 2015 con la Legge 107.

Non vorrei sbagliarmi, ma temo personalmente che il rischio non sia poi così basso…

PUBBLICATO DECRETO INFANZIA E PRIMARIA

Ci siamo cari colleghi di Infanzia e Primaria.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DECRETO del 17 ottobre 2018.
“Concorso straordinario, per titoli ed esami,
per il reclutamento di personale docente per la
scuola dell’infanzia e primaria su posto comune
e di sostegno.”

Alcuni dicono che a breve ci sarà il bando…

Mah, nutro qualche dubbio, ma aspettiamo sereni. Di certo, viste le problematiche del Transitorio per la Secondaria, fare presto è quasi un augurio.

Stralcio da G.U. del Decreto Concorso Straordinario Infanzia e Primaria

ALLE CERTEZZE…PREFERISCO IL DUBBIO

L’amico Bruno Ventura mi ha invitato nel nuovo gruppo che ha aperto ieri. Per salutare i colleghi ho espresso su richiesta le mie considerazione sulle nuove iniziative in corso.

Condivido qui sul Blog  il post.

“Alle certezze preferisco il dubbio

Intanto un saluto a tutti voi.

E’ inutile presentarmi visto che in rete conosco ciascuno di voi e con qualcuno ho condiviso diversi momenti di vita e di lotta. Premetto che mi autodefinisco: “insegnante per caso”.
Nella vita ho fatto un po’ di tutto e ho iniziato ad insegnare nella scuola pubblica in maniera continuativa dal 2005, dopo diverse esperienze didattiche prima e dopo glli studi universitari, ovviamente da precario accettando tutti gli anni una supplenza annuale su cattedra (quasi sempre vacante), soprattutto su tecnologia alle medie. In quegli anni non mi sono fatto mancare nulla, due anni da ITP, tre su Sostegno di cui l’ultimo condiviso con la materia, uno su Costruzioni e 11 anni su Tecnologia. Facendo un po’ di calcoli per 2/3 svolti quando ero in terza fascia GI.

Solo dal 2014, grazie all’abilitazione PAS, sono entrato in seconda fascia, anche grazie ad una battaglia vinta su chi aveva “deciso a tavolino” di lasciarci fuori da quel triennio 2014-17. Gli stessi che hanno continuato a mettere le “manine” nei decreti e leggi successivi, favorendo sempre “gli unti del signore”. Ottenemmo infatti l’iscrizione con riserva che poi abbiamo sciolto nel luglio 2014, vista la scadenza fissata per la prima volta nella storia prima di fine giugno. L’impegno era già iniziato dal 2013, anche se sinceramente ho sempre preferito lavorare che star dietro alla politica, di cui non nutrivo e non nutro ancora molta fiducia. Non parliamo del sindacato. Ma fu proprio quella “carognata” che ci hanno fatto comprendere che la lotta la dovevamo fare in prima persona, nelle aule dell’Università e per strada e così quasi per caso improvvisammo un girotondo intorno alla Torre di PISA, dove si concentrava la maggior parte delle discipline tecniche del PAS. Da lì in poi è stato un susseguirsi di incontri, dibattiti, manifestazioni, convegni e Sit-In che hanno portato al transitorio.
Oggi riscuotiamo quello che un po’ ci è stato negato dalla legge e dalla logica dei fatti. Eravamo nella scuola da più di dieci anni, sfruttati come in un paese del terzo mondo, senza nessun diritto ma con tante responsabilità. Altro che “sanatoria” come molti denigratori e scribacchini di grande testate amano definirci, questo Transitorio è stato per noi un “risarcimento”.
Anche perché se lo Stato obbliga le scuole paritarie e private, dopo tre anni, di regolarizzare il rapporto di lavoro, non capisco perché non lo faccia lui per primo. Sono le solite assurdità italiane in nome di una legge che loro prima di tutti disattendono.

Ho fatto questa premessa perché le nostre storie sono molto simili, ciascuno di noi conosce e ha lavorato con colleghi di ruolo e precari. Sa benissimo che il buon insegnante lo riconosci non certo per il tipo di contratto ma per come svolge in modo serio e professionale il proprio lavoro. Le differenze le faranno sempre chi è consapevole della propria debolezza, ponendo magari barriere e strumenti per evitare confronto e scambio. Io appartengo a un’altra generazione, non temo confronti ma allo stesso tempo non amo assolutamente la gara e la competizione fra pari.
Non devo dimostrare niente a nessuno, il mio impegno deve servire solo a “guidare” i miei alunni nel mare della conoscenza, fargli comprendere il piacere della scoperta e la capacità di trovare soluzioni ai diversi problemi che la vita ci pone tutti i giorni. La materia è solo lo strumento, la chiave di volta per ottenere questa consapevolezza. Non sempre ci si riesce, ma l’obiettivo resta chiaro. Nessun concorso o graduatoria sarà mai in grado di fornire una scala reale di valori. Bisogna esserne consapevoli. Altrimenti si è sbagliato mestiere. Se volete dimostrare di essere i migliori, provate con lo sport, provate con le libere professioni. Se la vostra indole è quella di dimostrare al mondo che ci siete solo voi e tutto il resto è polvere, ascoltate un consiglio d’amico mirate più in alto, la scuola non fa per voi.
Siamo docenti a prescindere da titoli e abilitazioni, talvolta inventate da leggi con il solo fine di fornire alimenti a istituzioni poco appetibili per le loro capacità professionali.
Certo noi ci siamo messi in gioco, come è giusto che sia, perché le leggi le rispettiamo anche se le riteniamo ingiuste e spudoratamente di parte. Quindi oggi ci aspettiamo che ci siano riconosciuti l’impegno profuso e i sacrifici affrontati. Ma questo non ci deve rendere ciechi. Sappiamo guardare oltre la siepe, conosciamo l’orizzonte, insegniamo ad essere giusti e comprendere i problemi, dando soluzioni.
Non dobbiamo alzare muri o barriere.
Diciamo quindi che è un bene che la politica pensi a sanare le situazioni di altri colleghi che come noi hanno in fondo seguito lo stesso percorso. Cercate di trovate soluzioni semplici, rispettando però la “fila”, nel senso che è giusto dare precedenza e priorità a chi ha un già un titolo e comunque ha già iniziato questo percorso. Successivamente è giusto inserire in ruolo anche chi ha già l’esperienza sul campo, questo bistrattato servizio, che vi assicuro non è una colpa ma una ricchezza. Questo si può fare anche senza altri oneri o percorsi. Questo sta nella logica delle cose e chi si oppone credo sia in malafede.
Però sia chiaro che tutto deve essere fatto seguendo le norme, nessuna scappatoia o furbata. Ad esempio a chi pensa di saltare la “fila” con un ricorso, come nell’attuale transitorio. Bene gli si impedisca l’accesso al nuovo reclutamento, della serie o stai alle regole o ti rivolgi alla magistratura, ma a quel punto non ti considero, non accetto alcuna tua richiesta fino a quando non rinunci al contenzioso. Insomma introdurrei una specie di daspo per i ricorsisti.

Va da se che nessuno farebbe più il ricorso se gli fosse data la possibilità di seguire un percorso, che alla fine lo porterà ad un risultato certo.
Ma conoscendo la malafede di molti, comunque lo metterei per iscritto.
Basta con la guerra fra colleghi, perché una cosa è dire l’inserimento a pettine, altro è sentire prima noi e poi loro, senza capire chi siamo noi e chi sono loro.
Perché se in una regione mancano i docenti di matematica, dove è scritto che NON si debba assumere i colleghi della terza fascia con anni e anni di servizio, perché aspettare che l’ultimo docente abilitato di altra disciplina sia immesso in ruolo. Quale è la logica di questa assurdità?La cosa è lapalissina…si assumono i docenti che servono, punto. Oppure qualcuno vuole ripetere lo scempio fatto da Renzi e Giannini con la “buona sola”, cioè assumere tutti senza che ci sia uno straccio di posto, lasciando a casa quelli che lavoravano davvero. No…proprio non ci siamo, altro che merito, qui manca l’ABC. Ma dove credete di andare con queste ipotesi malsane?
Se i docenti continuano ad avere supplenze annuali su cattedre è giusto che siano stabilizzati, a prescindere dalle loro fasce ovviamente seguendo una linearità, prima da GaE, Seconda e poi eventualmente da Terza. Certo per la terza si troverà uno strumento come già accaduto nel 2005 con il DM 85. Trovo quindi auspicabile e legittimo il lavoro intrapreso dal Senatore Mario Pittoni per stabilizzare anche dalla terza fascia, in tutte quelle discipline e aree geografiche dove mancano i docenti. Si trovino gli strumenti adeguati perché questo avvenga in modo serio è adeguato, dando priorità gerarchica alle varie graduatorie, ma anche dando la possibilità di un’eventuale mobilità “volontaria” da altre regioni ma con l’obbligo di restarci per almeno 5 anni.
Inoltre auspico che si velocizzi la procedura concorsuale già prevista dal dlgs 59/17, perché le scuole hanno bisogno dell’energia dei nostri giovani appena laureati (non lo dite però al ministro che evidentemente non conosce il decreto). Questo perché malgrado tutto, anche se non ben apprezzata e retribuita, resta ancora una delle professioni più meravigliose che si possano fare nella vita.

Ai politici e al governo invece vorrei dare un consiglio, cercate di risolvere i problemi senza crearne…il doppio, tipo l’ultima boutade del rinvio del 31/12 che non ha alcune vantaggio se non l’unico risultato di impedirci nel 2019 una migliore scelta.
Ad esempio non sarebbe stato male dare a tutti i colleghi che NON hanno potuto partecipare al transitorio, avendo a disposizione una cattedra, un contratto a tempo determinato dal primo settembre al trentuno di agosto, a parziale risarcimento dell’anno perso per l’incapacità e inefficienza dell’amministrazione di portare a termine la procedura concorsuale.

Inoltre consiglierei, viste le mancate candidature dei commissari del concorso 2018 e 2016, di prevedere per i futuri concorsi in dirittura d’arrivo o l’incremento delle diarie oppure l’esonero dalle attività didattiche per i commissari che potrebbero essere coperte, viste le solite economie di spesa, dai colleghi del potenziamento.
Questo al fine di garantire una certa celerità nelle procedure concorsuali, visti i numeri di primaria e infanzia.

Spero di aver dato un contributo utile alla discussione e comunque premetto…non voglio e non devo convincere nessuno. Alle certezze preferisco dubbi ed errori. Sono fatto così. Buona domenica.

Mimmo Bruni”

 

MEGLIO TARDI CHE MAI

Meglio tardi che mai

Un carabiniere ammette che Stefano fu picchiato…Ma non mi dire! La verità non restituirà la vita a Stefano, ma perlomeno si smetterà di raccontare fandonie. Era chiaro dalle prime immagini che era andata così. Come fu chiaro che a Bolzaneto dei carnefici avevano torturato e picchiato degli essere umani senza motivo. Questi signori invece di essere premiati, andavano espulsi dalle Forze dell’Ordine, proprio per il rispetto che si deve alla quasi totalità di coloro che svolgono questa funzione fondamentale per il Paese.
E’ per loro che si deve punire oltre ovviamente per le vittime. Cambiare si può, ma ci vuole come sempre l’onestà delle persone “per bene”.

Per questo diciamo al reo confesso Francesco Tedesco, un grazie per aver ammesso che i due commilitoni Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro picchiarono a morte Stefano. L’ha fatto in un aula di giustizia.
Anche questo è importante.

Come dice Ilaria: “Il muro è abbattuto, chi ha fatto carriera politica offendendoci dovrebbe vergognarsi”

Il Paese può cambiare…dipende solo dal nostro impegno e dalla forza con cui siamo disposti a lottare per cambiare le cose che non vanno.

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…SULLA SENTENZA CHE…NON CI RIGUARDA

…SULLA SENTENZA CHE…NON CI RIGUARDA

Premetto che avrei evitato volentieri di fare questo post, ma viste le richieste che mi giungono da più parti, esprimo un’opinione ben corroborata dal nostro “Pietro il Grande”.
Come gruppo e associazione abbiamo scelto volutamente di non schierarci, non siamo abituati a tifare per uno o per l’altro, semplicemente vorremmo come sempre riaffermare un principio: va trovata una soluzione giusta e corretta per tutti nel RISPETTO di un ordine diciamo CRONOLOGICO dei diritti conseguiti negli anni.

Colgo l’occasione per dire anche che siamo lieti che si possa garantire con certezza, attraverso le eventuali modifiche del D.Lgs 59/17 un accesso certo ma nel TEMPO alla terza fascia, sia esso un nuovo PAS o altro strumento.
L’importante che da parte di tutti si riconosca un accesso cronologico come ama ripetere Pietro e Nicola.

Tornando all’Ordinanza, per quel poco che si evince dal testo diciamo che la cautelare rimane, come dice il testo:

“Ai soli fini della sollecita fissazione del merito in primo grado” che resterà in attesa di quello che stabilirà la Consulta in merito alla COSTITUZIONALITA’ della richiesta.

La motivazione è chiara, in quanto nelle considerazione si dice:

“tuttavia l’accoglimento di tali istanze comporterebbe, per l’elevato numero degli ammessi con riserva, un mutamento della natura dello stesso concorso in esame, in assenza delle esigenze di certezza e di continuità che nella specie solo la pronuncia della Corte Costituzionale può dare…”

Perché se così non fosse ci sarebbe, sostengono i giudici:

“in definitiva, detta situazione si risolverebbe in una sostanziale sospensione della stessa fonte legislativa primaria, prima che sulla sua legittimità si sia pronunciata la Corte costituzionale.”

Nel nostro piccolo questo è un primo contributo d’interpretazione. Poi ci saranno gli avvocati che spiegheranno meglio, ma anche come insegnanti tecnici siamo in grado di leggere e interpretare da soli.

Comunque in ogni caso e per farvi un’idea precisa vi riportiamo anche l’intero testo “comune” delle varie Ordinanze e il link per leggerle da soli.

Buona serata!

_________________________

“Considerato che:

– sono state sottoposte all’esame della Sezione una serie di ricorsi in appello con richiesta di misura cautelare che attengono alle modalità di svolgimento della procedura concorsuale di selezione dei docenti della scuola secondaria di cui all’art. 17, comma 3, del decreto legislativo 2017, n. 50;

– in particolare, il legislatore, con la riforma del 2017, ha previsto un doppio regime di svolgimento del concorso pubblico: i) un regime ordinario regolato dall’art. 5 del suddetto decreto con requisiti soggettivi di partecipazione allargati, tra gli altri, anche ai laureati e con un successivo percorso di formazione; ii) un regime speciale, qualificato come transitorio, regolato dal successivo art. 17 con requisiti soggettivi di partecipazione ristretti soltanto a coloro che hanno determinati titoli, quali, tra gli altri, l’abilitazione ovvero lo svolgimento di prestazioni di servizio per un determinato periodo;

– la Sezione, con ordinanza 3 settembre 2018, n. 5134, ha sollevato questione di legittimità costituzionale di tale disposizione – per un possibile contrasto con il principio di uguaglianza e di ragionevolezza di cui all’art. 3 Cost., con il principio del pubblico concorso di cui all’art. 51 Cost. e con i principi di imparzialità e buon andamento di cui all’art. 97 Cost. – nella parte in cui ha previsto un regime speciale ritenuto ingiustificatamente limitativo del diritto di partecipazione;

– la stessa Sezione, nella medesima camera di consiglio, ha concesso le richieste misure cautelari, ammettendo, con riserva, gli appellanti a partecipare alla procedura concorsuale speciale in esame;

– all’odierna camera di consiglio sono state presentati, unitamente a quella in esame, molti altri analoghi appelli cautelari di docenti che chiedono di essere anch’essi ammessi con riserva al medesimo concorso speciale in attesa della decisione della Corte costituzionale, pur in assenza dei requisiti prescritti dall’art. 17 ovvero di un titolo che possa considerarsi abilitante (e conseguito entro i termini previsti dalla legge);

– tuttavia l’accoglimento di tali istanze comporterebbe, per l’elevato numero degli ammessi con riserva, un mutamento della natura dello stesso concorso in esame, in assenza delle esigenze di certezza e di continuità che nella specie solo la pronuncia della Corte Costituzionale può dare;

– in definitiva, detta situazione si risolverebbe in una sostanziale sospensione della stessa fonte legislativa primaria, prima che sulla sua legittimità si sia pronunciata la Corte costituzionale;

– nel quadro che si è delineato successivamente alla precedente camera di consiglio, il Collegio ritiene, all’esito di un complessivo bilanciamento degli interessi pubblici e privati coinvolti, che le esigenze cautelari degli appellanti possano ritenersi adeguatamente soddisfatte mediante la definizione nel merito, che dovrà essere la più sollecita possibile, della presente controversia innanzi al primo giudice, ai sensi dell’art. 55, comma 10, all’esito della decisione della Corte costituzionale in ordine alla questione sollevata con la citata ordinanza n. 5134 del 2018;

– i motivi posti a base della presente ordinanza giustificano l’integrale compensazione tra le parti delle spese della presente fase cautelare;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato, sez. VI, in sede giurisdizionale, accoglie l’istanza cautelare ai soli fini della sollecita fissazione del merito in primo grado, ai sensi dell’art. 55, decimo comma c.p.a., all’esito del già proposto incidente di costituzionalità.

https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.giustizia-amministrativa.it%2Fcdsintra%2Fcdsintra%2FAmministrazionePortale%2FRicercaNew%2Findex.html%3FtipoRicerca%3DProvvedimenti%26FullText%26FullTextA%26FullTextAdvanced%26advInNotParole%26advInFrase%3Dai%2Bsoli%2Bfini%2Bdella%2Bsollecita%2Bfissazione%2Bdel%2Bmerito%2Bin%2Bprimo%2Bgrado%26ResultCount%26ordinaPer%3DxNumeroDocumento%26xTipoDocumento%3DPROVVEDIMENTI%26xTipoSubProvvedimento%26xTipoProvvedimento%26xClassificazionePlenaria%26xSede%3DConsiglio%2BDi%2BStato%26xTipoProvvedimentoDecisione%3DXXX%26xNumeroDocumento%26xAnno%3D2018%26xNProvv5%26PageNumber%3D1%26StartRow%3D1%26EndRow%3D20%26advanced%3Dtrue%26fbclid%3DIwAR1iJZfDvV-UDEnvX6l496nzxfrvDh5jxKUOVBB4hHt2pKkNwgB2BRDQyts&h=AT0SCHBFvf8YHrtXuMk2H2H4MkGnWaaWuskoWhC6P0u2DWvuDX2DffkmmlxTSJ6yVbZ2-R82bEC7cCA5zyrU0FTDQVleJpW6D1BIDmcEOwBncK0JEBVwlHgdNCegkyBCOAc7I9JEagC9eTaeBll6RncXf3BujQYSEodNf5gh9HZyq6t4mKoRSF4-_n0nJZxIuxJTNq_ecSmcVP2P7F2aeiYqj5K94awZTu3G4Zw-GcjSCBTIUtzEVftP71u9xed9z33chC-Zxws9duP4MW0twWtqEdVsw85DviHRCsTwgG4-zIsgMYFuSax4HSconNGEqBersxhfXhFa89S1oazwkXzxXT9OTrYP1f_xiOh9lruXl_ZC8ErutouT58LPrMwpU65PDZZDk00gENvuvN5QbrSQPFvaTeJX7g-MMNdC8HB0sjB5-rHpAXbLqaUBSxcl74aI1lZuRwQDb9GO

CHI E’ SENZA PECCATO, SCAGLI LA PRIMA PIETRA

CHI E’ SENZA PECCATO, SCAGLI LA PRIMA PIETRA!

Rientrato ieri sera a Firenze, dopo il furto del cellulare, mi sento un po’ come nel film Caro Diario, quando Gerardo (Renato Carpentieri) lascia di corsa l’Isola di Ginostra gridando…televisione, ascensore, telefono, acqua calda…aggiungo io INTERNET.   Insomma sono nuovamente “connesso”.

Navigando su vari siti e gruppi leggo qua e là fra le righe, post anacronistici pieni di livore e disprezzo e mi torna in mente sempre Nanni Moretti quando diceva nel film:

“Ecco, penso: ma chi scrive queste cose, non è che la sera, magari prima di addormentarsi, ha un momento di rimorso?”

Forse anche noi dovremmo provare un po’ di rimorso per non aver saputo spiegare bene ciò che siamo riusciti ad ottenere con il così detto “transitorio” per i docenti abilitati. L’unico che resta una tantum per chi è stato “massacrato” da alcune commissioni. Ricordo a chi si è sempre opposto e magari oggi recrimina per un punticino in più o in meno, che a settembre 2016, la Ghizzoni ci disse chiaro e tondo a cosa era approdata la Commissione Cultura: “Concorso con prova orale selettiva per gli abilitati TFA, mentre per gli abilitati PAS scritto e orale selettivo”.

Ricordo ancora lo sguardo incredulo mio e di Nicola su quella panchina delle Cascine. Poi però molte cose sono cambiate e già dal confronto a quei tavoli della festa dell’Unità. Poi il referendum, l’inizio del vero dialogo e il confronto che ha portato all’approvazione, a voto unanime dei vari gruppi politici, del D.Lgs. 59/2017.

Al contrario di quello che si possa pensare, abbiamo ottenuto tanto, soprattutto la difesa del nostro diritto al lavoro. Credo che una delle ragioni principali di questo ribaltamento attraverso la prova orale non selettiva si sia ottenuta perché abbiamo dimostrato, con numeri e tabelle alla mano, che questa discriminazione sia avvenuta realmente. Nessuna colpa alla politica. Le bocciature indiscriminate in alcune commissioni sono venute dai colleghi e dirigenti delle nostre stesse scuole.

La cosa che mi rammarica di più oggi è la costatazione che, a due anni da quei giorni, proprio in Toscana ma anche in altre regioni a essere discriminati saranno proprio gli stessi docenti che già lo furono nel 2016. E’ incredibile come, almeno in Toscana, Italiano, Tecnologia e Francese saranno le CdC che non avranno nessun contratto firmato al primo settembre 2018 per l’ammissione al terzo anno di FIT, pur essendo le tre classi di concorso che da sole fanno quasi mille cattedre vacanti in regione. Non essendoci né candidati in GaE né in GM perché tutte esaurite, i posti resteranno VACANTI, come nel 2017.

Un’altra ingiustizia è compiuta.  Le stesse vittime.

Scusate ma il PD questa volta non centra nulla, non centra la politica o l’Ufficio Scolastico Regionale. Così come allora le colpe sono da distribuire fra i nostri colleghi di ruolo, che non hanno dato la loro disponibilità. Non mi meraviglierei che magari saranno gli stessi che già nel 2016 ci “bocciarono” al primo scritto per la…“creatività”.

Ad oggi ci sono solo alcune GMR pronte per essere utilizzate e che trovate su questo blog, nella sezione “Concorso 2018” sono visibili le GMR disponibili della Toscana.

Se ci fossero stati errori o addirittura esclusioni vi consigliamo di inviare subito una PEC o una raccomandata per segnalare le inesattezze, altrimenti ci si attiene a ciò che lo stesso decreto recita al punto 4:

“Avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso giurisdizionale al TAR o ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, rispettivamente entro e non oltre sessanta e centoventi giorni dalla pubblicazione all’albo dell’Ufficio”

Questo il link diretto: https://www.docentiprecari.it/graduatorie-merito-regionali

Per finire chiediamo come sempre nella nostra associazione di tenere un profilo lucido e appropriato, siamo docenti e non dovremmo mai dimenticarlo. Noi da parte nostra continueremo a dialogare con tutti, per trovare soluzioni a problematiche non semplici ma fattibili. Tanti temi, soluzione “umana” per coloro che siano già in ruolo con anno di prova superato per i DM, ripetibilità terzo anno di FIT, accesso ai ruoli solo con abilitazione, eventuale espletamento di un nuovo percorso PAS anche se in contraddizione con il D.Lgs59/17 o in alternativa approvazione dell’articolo del mille proroghe che prevede riapertura GaE, assegnazione delle supplenze annuali con GaE esaurite da Seconda Fascia d’Istituto su tutto il territorio provinciale. I temi sono tanti ma intanto vi chiediamo un piccolo favore, non lamentatevi più su chi non decide più nulla da mesi,  il PD non c’è più, fatevene una ragione. Oggi a decidere sono altri, M5S e Lega, sono loro i nuovi attori della decisione politica anche se, sarà giusto un’impressione, devo dire che non stanno tenendo fede ai loro programmi elettorali sulla scuola o comunque alle vecchie battaglie fatte “insieme” quando a governare era il PD. Speriamo di sbagliarci e come diceva qualcuno, duemila anni fa:

Chi è senza peccato, scagli la prima pietra…

ABBIAMO GOVERNO E MINISTRO

Avrei qualche sassolino da togliermi…ma lascio che il dolore arrivi al punto giusto.

Da qualche giorno abbiamo un governo.

Può sembrare una cosa scontata, ma in realtà non lo era fino a qualche giorno fa.

Questo vuol dire che abbiamo un nuovo interlocutore a Viale Trastevere. Si tratta di un uomo della lega, docente, poi dirigente e infine  provveditore a Milano. Quello che è certo che è molto amico del sottosegretario Giorgetti. Peccato per l’amico Mario Pittoni, che da anni si occupa di scuola ed è stato uno dei principali interlocutori degli ultimi anni e con il quale abbiamo condiviso diverse battaglie. Sembra tanto un colpo basso e non  vorrei che fosse per una questione di titoli e curriculum. Lo aspettiamo sottosegretario.

Dispiace anche per Salvatore Giuliano, che di certo avrebbe dato più vigore al cambio di prospettiva, visti i risultati del suo Istituto a Brindisi. Per non parlare dell’interlocuzione prossima con Silvia Chimienti e Michela Montevecchi. Anche per loro speriamo in un posto da sottosegretario.

Ieri ho avuto una comunicazione con il Dirigente del USR Toscana, il dott. Fabio Pagliazzi, su diverse questioni. La prima riguarda le difficoltà di reperire docenti abilitati al fine di per poter costituire le commissioni ed espletare il concorso bandito con D.D.G. 85 dell’1 febbraio 2018, per il reclutamento del personale docente nella scuola secondaria di I e II grado.  Come sapete con la nota del 23/04/2018 era stata prorogata la data per far pervenire le adesioni al 28 aprile 2018 ma poco è cambiato, essendo arrivate solo un paio di altre candidature.

L’ufficio resta quindi in attesa di ulteriori candidature, senza le quali il concorso per alcune CdC non può essere espletato. L’ufficio ci conferma che vengono inviate continue richieste ai dirigenti scolastici per far si che vengano invitati tutti i docenti dei plessi a dare la loro disponibilità. A questo proposito si è detto personalmente lieto se anche le associazioni, i sindacati e le RSU si attivino affinché diano un loro contributo nella ricerca di presidenti, commissari, aggregati e segretari.

Per cui a nome dell’ Associazione CDP chiediamo a tutti voi di invitare e chiedere ai colleghi nelle vostre scuole di darci una mano per espletare la procedura concorsuale in tutte quelle discipline ancora non istituite.

Ho chiesto a tal fine se fosse stato possibile utilizzare una deroga ai requisiti richiesti dal DM 995 del 15/12/2017 che all’articolo 12 comma 1 che prevede il requisito dei 5 anni di ruolo sulla disciplina da valutare, così come già accaduto nel 2016. Ad esempio la possibilità di accesso a docenti in ruolo con meno di 5 anni di servizio o docenti non in ruolo o nell’anno di prova che abbiano comunque maturato già 5 anni di servizio a tempo determinato sulla disciplina.

Il dott. Pagliazzi mi ha confermato che per questo ci vuole una circolare o decreto del MIUR e, non essendoci un ministro, non è possibile effettuare ad oggi tale modifica. Mi ha però confermato che a Roma gli hanno fatto sapere che è già pronta una modifica per un’eventuale deroga così come è accaduto nel 2016.

Per quanto riguarda invece la questione per l’estrazione della traccia mi ha detto che tale facoltà sarà decisa direttamente dalla Commissione, pur riconoscendo molto valida la modalità già adottata da diverse commissioni che prevedono l’estrazione della traccia della commissione e invio della stessa per mail.

Ho anche posto un’altra questione delicata, che spero venga affrontata e che evito di esporre pubblicamente per “privacy”.  La notizia positiva che leggo dal sito ufficiale del USR di ieri è che a quanto pare la questione è stata affrontata e…risolta.

Restiamo in attesa, godendoci un paio di giorni di pace prima dei prossimi giorni di fuoco.

I PRIMI NUMERI DEL CONCORSO 2018

I PRIMI NUMERI DEL CONCORSO 2018

Allora 49.901 domande inoltrate, di queste 10.404 sono dei docenti di ruolo. Il che vuol dire in teoria che i docenti abilitati sarebbero non più di 39.497.  Probabilmente da questo numero andrebbero sottratti alcuni docenti ITP a cui è stato riconosciuto il diploma di maturità come titolo abilitante, dopo e  grazie a sentenze o riserve. Come previsto dal 2016 saremo circa 30.000-35.000 docenti abilitati.   Ma non dovevano essere 80.000 o addirittura 100.000 i docenti abilitati stimati dal MIUR pochi mesi fa? Già si fossero calcolati i numeri reali, che senso avrebbe avuto fare un nuovo concorso. Bastava un normale concorso per titoli.

Le nostre previsioni sono lì a dimostrare che non eravamo “spacconi” ma che due somme le abbiamo imparate a fare nella nostra scuola pubblica, tanto vituperata. Se invece di sparare numeri a caso si fosse fatta una semplice analisi dei dati, ora non saremmo qui a fare questo transitorio ottenuto in anni di lotte, con un dispendio di risorse ed energie.  Lo abbiamo sempre scritto e detto da anni, perché siamo abituati a ragionare ma soprattutto ad usare la logica.

A questo punto, visto il nuovo inserimento dei dati, ci aspettiamo in breve tempo il dettaglio dei numeri per classi di concorso, regione per regione, in modo da confrontare questi dati con i posti disponibili.  Mi piacerebbe dire a tutti quei professionisti del ministero di Viale Trastevere,  pagati con i denari delle nostre tasse, che se non siete in grado di fare questo lavoro minimo ed elementare, siamo disposti a farlo noi per voi gratis.


Ci basta un giorno se ci fornite i “numeri”. Vi facciamo tabelle, con disegnini e grafici, su qualunque supporto.

In attesa di una vostra risposta, vediamo di analizzare le poche informazioni fornite dal ministero. Risultano più domande presentate al Sud (23.476), seguite dal Nord (17.036) e dal Centro (9.389). La maggior parte delle domande proviene da insegnanti specializzati sul sostegno nella scuola di II grado e abilitati in Italiano, Storia, Geografia nella scuola secondaria I grado.

ATTENTI AL LUPO…

ATTENTI AL LUPO…

Premetto che ieri io e Nicola Iannalfo abbiamo deciso di visitare la tana del lupo…

Alle 19:45, lasciata l’auto davanti al fosso bandito, ci siamo diretti verso l’ex stazione, diventata negli ultimi sei anni il fonte battesimale del potere Renziano.   Avevo partecipato con curiosità alla prima nel lontano 2010, nata con l’intento di rifondare una nuova sinistra moderna  e rottamare la vecchia classe dirigente, con Pippo Civati, Debora Serracchiani e Matteo Renzi sindaco allora della città.

Lungo la pista ciclabile abbiamo scorto in lontananza un profilo solitario davanti all’ingresso del nuovo Teatro della Musica, l’avrei riconosciuto fra mille quel profilo. Si proprio lei, l’Agnese nazionale, che non so come mai ma è la seconda volta che la incrocio per caso nell’ultimo periodo ed è sempre sola (ma la sicurezza?). Abbiamo scambiato quattro chiacchiere e scherzato un po’ ed è sembrata positiva sul prossimo concorso. Ci siamo salutati e ho immortalato la “gioia” di Nicola di aver tolto per un attimo il posto al premier… In seguito, appena messo piede dentro la stazione Leopolda, ho capito la ragione della scelta di Agnese, meglio un teatro vero da sola, che questa immagine post socialista 2.0.

Come darle torto.

Nik e Agnese

Nicola ha scritto:

Difficile dire cosa sia reale e cosa sia la percezione della realtà. Ieri sera alla Leopolda in maniera spettacolare un’onda d’urto di positività di ottimismo. Inutile negarlo… Renzi ha avuto la capacità di trascinare la politica nei talk show e di teatralizzare la “cosa pubblica”. Ha la capacità di divertire chi vuole divertirsi… fuori dalla Leopolda risparmiatori truffati e disperati gridano sulle macerie della loro vita. Un vecchio con un loden d’altri tempi si frega le mani per resistere al freddo. Due realtà opposte una accanto all’altra. Ma la gente vuole divertirsi e lo spettacolo deve continuare…

 

Dopo la registrazione entriamo nella nuova cattedrale renziana.

Lo speaker, con tono enfatico annuncia: “viaggiatori dell’aeroporto, iniziate ad allacciare le cinture, fra cinque minuti avrà inizio il volo…”

Siamo sprofondati in un abisso surreale, con un vecchietto dietro di noi entusiasta e urlante come un quindicenne in curva Fiesole al 3 gol rifilato alla Juventus da Rossi. Poi alla domanda del premier in una sala ululante: “c’è in sala un insegnante che il 5 maggio era in piazza a manifestare contro la nostra buona scuola?”   Solo in due si sono alzati, io (Nicola era già scappato) e una collega dall’altra parte della sala.   Ecco cosa rappresenta la Leopolda, un coro unanime di adepti alla ricerca di un vincente, è l’Italia da bere degli anni ’80, una televendita berlusconiana, promozione pura. Peccato davvero, avevate altri obiettivi e visioni nel 2010.   Questa notte non riuscivo ad addormentarmi ripensando alla piramide telematica eretta a Craxi nel 1989 nell’area Ansaldo di Milano dall’architetto Panseca.

nik e Faraone
Mattinata fredda e nebbiosa, la novità di oggi è che probabilmente dovrei porre una domanda al question time al ministro Giannini, ho avuto su questo rassicurazioni dalla Simona Malpezzi che ha fornito allo Staff il mio telefono, non so l’ora e per non perdere il treno mi reco già la mattina in platea, pagherò cara questa attesa, la foto parla chiaro gonfio in ogni dove. L’idea è quella di fare un paio di domande e qualche precisazione. Inizio a scrivere cercando di essere breve,  scrivo e riscrivo la domanda ma sintetizzare 12 anni trascorsi fra banchi e allievi tenuti a freno con il sapere e il piacere della scoperta non è semplice. Ripenso alle tante licenze firmate, alle tante pagelle distribuite negli anni e al fatto che di tutto questo non resterà che un vago ricordo.  Cerco di memorizzare la domanda, o almeno ci provo in questa kermesse e malgrado l’età:

“Il mio nome è Mimmo Bruni. Dopo 13 anni di servizio nella scuola pubblica, mi definirei un “precario a tempo indeterminato”.   Siamo il risultato della miopia di Governi che si sono succeduti negli ultimi 15 anni. La domanda semplice che vorrei formularle è il perché non avete voluto utilizzare tutte queste professionalità acquisite in tanti anni di servizio, attraverso un semplicissimo piano pluriennale di assunzione, così come scritto nel programma elettorale del 2013, preferendo invece un concorso che avrà dei costi e che aprirà inevitabilmente tanti nuovi contenziosi legali per gli esclusi, come se non bastassero già tutte le vertenze aperte per la stabilizzazione?  Le assicuro ministro che noi docenti sentivamo come voi la necessità di un cambiamento della scuola, solo che abbiamo ingenuamente pensato che questo cambiamento dovesse essere fatto “con la scuola” e non “ai danni della scuola”.   I docenti abilitati in seconda fascia erano fra i 40.000 e 60.000 e avrebbero garantito la copertura di quelle cattedre da anni vacanti, con docenti già formati e con esperienza decennale. Soprattutto in considerazione del DdL 2994, già finanziato in legge di stabilità, che prevedeva 148.000 posti poi diventati inspiegabilmente 100.701 quasi una conventio ad excludendum.

 

Numeri appunto, il vero problema di questa riforma, come i 29 voti che ci sono mancati per l’approvazione dell’emendamento, il 10.72, scritto fino a mezzanotte da noi dell’Associazione CDP insieme al ex Procuratore della Repubblica di Firenze Deidda e presentato in modo encomiabile, rielaborando la forma, dal On. Gianni Cuperlo.

Numeri rimasti ancora misteriosi in tutto questo processo legislativo, numeri che ancora oggi non abbiamo, che voi non avete, che nessuno conosce e che chiediamo di sapere da sempre. Non posso dimenticare il classico movimento di spalle delle onorevoli e senatrici con cui abbiamo dialogato in questi mesi, Coscia, Puglisi, Di Giorgi, Rocchi e Malpezzi. 

Avete scelto di non ascoltarci, di non dialogare e di usare soltanto con noi il pugno di ferro. Nei miei ricordi il pugno, quello sinistro, ho imparato ad alzarlo sin da piccolo, grazie a mio nonno partigiano, in senso di orgoglio e appartenenza. Siamo qui alla Leopolda, una un ex stazione ferroviaria, il nostro stato d’animo è paragonabile a quello di chi perde il treno per pochi secondi e lo vede andar via.    Speriamo solo che per noi non sia l’ultimo.”

Troppo lungo mi ripeto, devo tagliare, sintetico mi dicono, sintetico. Odio questa parola ma almeno il tempo passa. Saluto un po’ di amici, Paolo Masetti, oggi sindaco di Moltelupo Fiorentino e poi rivedo con piacere dopo 30 anni Massimo Martella, sceneggiatore, scrittore e regista, venuto qui da Roma per chiedere più fondi a favore di cinema e fiction, che a causa della crisi hanno dimezzato le loro produzioni.   Vedo scorrere sul palco  ministri e “ragazzi” con domande confezionate per far loro esprimere successi e progetti futuri. Penso che se salgo su quel palco farò alzare a picco l’età media.  Mi sentirò un vecchio fra giovani, un po’ come a scuola insomma.  Sembra una premonizione, infatti pochi minuti dopo, mi chiama Simona Malpezzi e mi dice che per gli organizzatori è impossibile cambiare la scaletta.  Comunque il ministro Giannini è disposta a incontrarmi separatamente per qualche minuto, dopo il suo question time. Ovviamente penso che non sia proprio la stessa cosa, ma in fondo noi con questa platea non abbiamo proprio nulla in comune.  Accetto d’impulso, anche se subito dopo chiedo una votazione on line fra i soci, che unanimemente mi chiedono di restare.

io e Giannini

Dopo il question time raggiungo Simona Malpezzi, che intanto vorrei ringraziare (anche fotografa per l’occasione, mi scuso per la faccia ma ero li dalla mattina…) per essere riuscita in pochi minuti a organizzare e ricreare, dietro il palco, un incontro informale a cui io per primo non credevo più.  Allo stesso tempo vorrei ringraziare il ministro Giannini per la disponibilità di fermarsi a parlare dieci minuti in quella bolgia infernale.
Dopo le presentazioni di rito fatte da Simona ho brevemente esposto la storia del Gruppo e delle attività svolte nel corso dei due anni  e della sua attuale trasformazione in associazione. Ho infine espresso i tanti punti che ci vedono in disaccordo, rimarcando soprattutto la mancanza di dialogo che ha causato e impedito eventuali correttivi, come l’emendamento 10.72, che avrebbero contribuito a migliorare e a risolvere molte criticità rimaste ancora aperte.

Guardando avanti si è parlato di concorso e anche qui le posizioni sono rimaste distanti, sia sulle scelte fatte che sulla eventuale modifica della percentuale di idonei previsti dalla legge 107 (10%).  Le notizie certe che sono venute fuori dalla conversazione e che vorrei sottolineare sono:

  1. il bando sarà pubblicato probabilmente entro l’anno;
  2. la prima prova scritta si svolgerà intorno ad aprile-maggio e sarà informatizzata o come amano chiamarla i tecnici “computer based” garantendo così una rapida correzione della stessa; l’inizio delle prove orali in giugno, in modo da avere le graduatorie di merito pronte per il 01/09/15;
  3. l’accesso sarà per i soli docenti abilitati.
    La probabile platea di docenti interessati al concorso dovrebbe aggirarsi fra i 180.000-200.000 docenti. Questo è dovuto principalmente alla difficoltà di quantificare il numero di tutti coloro sono in possesso di un diploma magistrale. Si stimano infatti da 100.000 a 120.000 i potenziali candidati al Concorso. Questi numeri portano l’Amministrazione ad ipotizzare l’eventuale ricorso a una prova preselettiva sul modello del concorso del 2012.

Un’ulteriore novità, ha dichiarano Simona Malpezzi, a cui stanno lavorando i parlamentari della maggioranza e dell’opposizione, potrebbe essere il superamento della dicotomia fra organico di diritto e organico di fatto. Questo garantirebbe una maggiore disponibilità di posti da mettere in ruolo oltre a consentire una maggiore mobilità per il rientro dei docenti nei luoghi di residenza.

Per il resto chiusura completa e su tutta la linea.

No secco per il doppio canale, ipotizzato anche dalle opposizioni, per tutti coloro che non risulteranno vincitori del concorso 2016. Unica promessa l’indizione dei futuri concorsi con cadenza triennale .
Ho sottolineato la disparità di trattamento che ci sarà fra le varie Classi di Concorso, come ad esempio il sostegno, dove il numero dei candidati è inferiore ai posti messi a concorso, mentre altre CdC dovranno affrontare selezioni con rapporti fino 1/20.  La risposta è stata un NO secco. Per il Governo questo è il cardine della riforma: “non creare nuove graduatorie” e soprattutto, aggiungerei io, dopo il lavoro “sporco” fatto per chiudere definitivamente le GaE.  Un’unica apertura e rassicurazione sulla valorizzazione e riconoscimento del servizio svolto e dei titoli conseguiti, attraverso il regolamento del bando. Inoltre per gli eventuali esclusi, ci sarà la possibilità di assegnare un certo numero di supplenze, sia sulla materia che sul potenziamento, per almeno due o tre anni.
Infine abbiamo discusso delle due famose circolari che da inizio anno ci hanno tormentato per la cattiva interpretazione di alcuni uffici periferici, come quello di Firenze, da me segnalato a Simona e che ha visto l’intervento diretto del ministero. Anzi a tal proposito il ministro ha chiesto di segnalare irregolarità o cattive interpretazioni degli uffici periferici in modo che si possa intervenire con rapidità ed efficienza.

Ci siamo lasciati con una stretta di mano e dopo un paio di foto scattate da Simona un ultimo saluto e una condivisa scelta di tenerci in contatto.

Se ripenso ora alla domanda che avrei fatto dal palco, sicuramente avrei cambiato il finale …

Buona domenica a tutti, domani siamo di nuovo a scuola.